
Trasandato
con ricercatezza,
con grazia s’aggiusta la frezza
bianca:
un vezzo che non stanca
parte stessa della sua arte,
ciocca ribelle
segno d’una gioventù belluina
oggi addomesticata in versi
contenuti e compiti
da cui scappa, appunto,
qualche virgola in più:
la ciocca ribelle
che oggi rimane
del tempo che fu.
Trasandato
con ricercatezza,
cerca la mezza via
fra ebbrezza e parsimonia di sé,
composta ragionevolezza,
slancio creativo
che s’inframmezza al ritmo costruttivo
e, per finire, finta arrendevolezza
all’ascoltatore passivo.
Sorride, il poeta,
trasandato con ricercatezza,
scommettendo sull’incomprensibilità della poesia
e puntando sulla passiva partecipe apatia
dell’audience
attenta, sì
ma col vibracall in tasca
- perché il mondo,
versi o non versi,
è fatto di tanti stimoli:
diversi pentagrammi
su cui suonare contemporaneamente
la propria cacofonia esistenziale.
Il poeta
trasandato, perché è così che il pubblico l’apprezza
fa quel che sa:
leggendo s’aggiusta la bianca frezza…
perché così va il mondo
che gira, e rigira, e resta sempre tondo.
Che lui ci sia,
o no.
letta alla serara organizzata da
www.autorionline.net
presso
www.caffeletterarioroma.it
recensita da Giuseppe Lorin su
www.lunico.eu